martedì 31 luglio 2012

Dimorare nella possibilità

La poetessa Emily Dickinson afferma di tutto cuore “Io dimoro nella possibilità”. La riga successiva della poesia continua così “...dimora ben più bella che la prosa”. Possiamo dire lo stesso? Possiamo dire di dimorare realmente nella possibilità? Nel non sapere ma rischiare comunque?in questo preciso istante? E se è così, che effetto fa?  Jon Kabat Zinn.

domenica 22 luglio 2012

Riscaldare un passo alla volta il gelo

Esiste nel corpo la neve che non si squaglia in nessun ferragosto,rimane dentro il fiato come il mare dentro una conchiglia vuota. Non la maledico quella neve che mi imbottiva le orecchie.(Erri De Luca). Sto imparando a levigare e alleggerire la pesantezza ruvida e nauseabonda del mio passato di gelo e piano piano sento scorrere dell'acqua tiepida e morbida che mi riscalda e mi fa sentire che ci sono ora.Sto imparando che se accetto il mio gelo e lo vivo lui si riscalda e mi da forza. (Erica Di Leone).

martedì 10 luglio 2012

Dove nascono i sentimenti: la gentilezza

Mi domando spesso da dove nascono i sentimenti. Certo hanno bisogno del contatto, con noi o con il mondo. Contatti diversi generano emozioni diverse. Esperienze diverse generano risposte diverse. Ma forse in tutto questo c'è una radice comune e certe esperienze non possono che produrre certi frutti. Buona giornata, non perché ricca o piena ma perché viva. La gentilezza Prima di conoscere cosa sia veramente la gentilezza devi perdere delle cose percepire il futuro dissolversi in un' istante come il sale diluito nel brodo. Ciò che tieni nella tua mano ciò che hai contato e con cura conservato, tutto questo deve andare affinché tu sappia come può essere desolato il paesaggio che introduce tra le regioni della gentilezza. Come ti affanni a correre pensando che l'autobus non si fermerà mai, e i passeggeri che mangiano pollo e mais osserveranno il mondo attraverso il finestrino per sempre. Prima di conoscere dove si nasconde il delicato cuore della gentilezza, devi recarti dove l'indiano dal poncho bianco giace morto ai piedi della strada. Devi scoprire che lui e' come te, anch'egli ha viaggiato con i suoi progetti attraverso la notte ed il semplice respiro che lo manteneva vivo. Prima che tu riconosca la gentilezza come la parte più profonda di te devi conoscere il dolore come l'altra parte più profonda. Devi svegliarti con questo dolore. Devi parlargli sino a che la tua voce intessa tutti i fili delle voci dolorose e tu ne conosca la misura dell'abito. Allora incontrerai la gentilezza che restituisce a tutto il suo senso, la gentilezza che allaccia le tue scarpe e ti spinge durante il giorno a scrivere lettere e comprare il pane, la gentilezza che solleva questa testa dalla moltitudine del mondo per dirti..: "sei tu che avevo sempre cercato", e poi ti accompagna ovunque come un ombra od un amico. Naomi Shihab Nye