lunedì 21 gennaio 2013

Il dialogo interno


foto di Gerhard Richter

Se può essere facile che le persone parlino dei loro problemi, è molto difficile che rivelino qual è il loro dialogo interno rispetto alle loro difficoltà.Quando questo avviene, e finalmente il dialogo interno viene svelato, rimango sempre sorpresa dalla durezza, severità, a volte vera crudeltà, con cui trattiamo proprio le nostre debolezze, proprio quelle parti di noi che hanno più bisogno di sostegno. Perché voltiamo le spalle a noi stessi?

sabato 12 gennaio 2013

La gentilezza


La gentilezza

Nella nostra cultura è posta molta enfasi sulla necessità di essere gentili nei confronti degli altri. Una gentilezza però che rischia di essere più un atto formale che sostanziale. Inoltre siamo quasi totalmente distratti dall'idea di nutrire una gentilezza nei confronti di noi stessi. Anzi, accogliamo i nostri errori con asprezza, vergogna e in qualche modo riteniamo assurda l'idea di confortarci. Eppure lo sviluppo di una matura capacità di regolazione delle nostre emozioni, passa proprio attraverso la crescita della nostra capacità di consolarci. La capacità di confortarci è uno dei segnali di maturità emotiva dei bambini: una abilità che alla nascita è quasi totalmente affidata alla cura dell'ambiente esterno. Da adulti, la nostra incapacità di gentilezza nei confronti di noi stessi, si traduce in una serie di richieste - implicite o esplicite - rivolte agli altri.

martedì 8 gennaio 2013

Una poesia


"Restate del tutto immobili e soli" (Franz Kafka)
Non c'è bisogno che usciate dalla stanza.
Restate seduti alla scrivania ad ascoltare.
Non ascoltate nemmeno, aspettate semplicemente. Non aspettate nemmeno.
Restate del tutto immobili e soli.
Il mondo vi si offrirà liberamente.
Per essere smascherato, non ha scelta.
Rotolerà in estasi ai vostri piedi. 

domenica 6 gennaio 2013

Epifania

La giornata di oggi mi ricorda i regali che arrivano da lontano, da persone che conosci da poco o che sono entrate tardi nella tua vita...oppure da persone che hai appena conosciuto e che, improvvisamente diventano portatori di un regalo.Mi ricorda la ricchezza dei rapporti umani e la difficoltà dell'intimità...il dolore intimo e profondo che spesso ci arriva proprio dalle persone più vicine, inconsapevoli di ciò che ci succede.
Mi ricorda infine la poesia della Szimborska
"Devo molto a quelli che non amo"
http://www.bioenergeticaesocieta.it/267__Le_parole_come_cusciniapprofondimenti
                                          Gerhard Ricther


Devo molto a quelli che non amo di Wislawa Szymborska
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro. La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l'amore non può darlo,

né riesce a toglierlo.
Non li aspetto
dalla porta alla finestra. Paziente
quasi come una meridiana, capisco

ciò che l'amore non capisce, perdono
ciò che l'amore mai perdonerebbe.

Da un incontro a una lettera
passa non un'eternità,
ma solo qualche giorno o settimana. I viaggi con loro vanno sempre bene, i concerti sono ascoltati fino in fondo, le cattedrali visitate,i paesaggi nitidi.

E quando ci separano sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che trovi sui ogni atlante. È merito loro

se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico, con un orizzonte vero, perché mobile. Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote. "Non devo loro nulla" –
direbbe l'amore
su questa questione aperta.