Mi ricorda infine la poesia della Szimborska
"Devo molto a quelli che non amo"
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Gerhard Ricther
Devo molto a quelli che non amo
di Wislawa Szymborska
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro. La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l'amore non può darlo,
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro. La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l'amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.
Non li aspetto
Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come una meridiana, capisco
ciò che l'amore non capisce, perdono
ciò che l'amore mai perdonerebbe.
Da un incontro a una lettera
passa non un'eternità,
ma solo qualche giorno o settimana. I viaggi con loro vanno sempre bene, i concerti sono ascoltati fino in fondo, le cattedrali visitate,i paesaggi nitidi.
quasi come una meridiana, capisco
ciò che l'amore non capisce, perdono
ciò che l'amore mai perdonerebbe.
Da un incontro a una lettera
passa non un'eternità,
ma solo qualche giorno o settimana. I viaggi con loro vanno sempre bene, i concerti sono ascoltati fino in fondo, le cattedrali visitate,i paesaggi nitidi.
E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che trovi sui ogni atlante. È merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico, con un orizzonte vero, perché mobile. Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote. "Non devo loro nulla" –
direbbe l'amore
su questa questione aperta.
sono monti e fiumi
che trovi sui ogni atlante. È merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico, con un orizzonte vero, perché mobile. Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote. "Non devo loro nulla" –
direbbe l'amore
su questa questione aperta.

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